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logoChi Siamo - Sintesi

Nella primavera del 1979, esattamente il 25 di aprile, un gruppo di sardi, coordinati da FILIPPO CHICCONI di Cossoine, si presenta davanti al Notaio Rebuffo di Torino e sottoscrive la costituzione di un’Associazione.

Questa Associazione prende la sede sociale a Rivoli in Via Sestriere, 139 col nome “CIRCOLO DEI SARDI 4 MORI”.

Le caratteristiche del nuovo Circolo sono subito molte chiare: è un’Associazione culturale, sociale, laica e senza finalità di lucro. Negli anni 70’erano sorti nelle maggiori città d’Italia i Circoli degli Emigrati sardi.

CHICCONI aveva per un certo periodo frequentato il Circolo Quatto Mori di Torino.
Trasferitosi a Rivoli verifica che anche  in questa città è presente una numerosa comunità di sardi. Bisogna fare qualcosa. Raccoglie attorno a se un gruppo di corregionali volenterosi che ci piace qui ricordare:
MOTZO Giovanni (Silanus) ;GAMBULA Pier Mario ( Isili ); LIGIOS Pietrino (Ploaghe); TOLA Paolo (Cossoine); SANNA Settimo (Lei); SCINTU Giovanni (Pattada); ARRAS Luigi (Ploaghe); SINZU Francesco (Santadi); TOLA Luigi (Cossoine); PIRAS Antonio (Cagliari); CHICCONI Giuseppe (Padria); ZINTU Piero ( Berchidda); DORO Sebastiano (Sedini); DORE Giovanni (Ploaghe).
Nel gruppo c’è anche un Sacerdote Salesiano:  Salvatore PUTZU  di Nuraminis che attualmente fa il missionario nelle Filippine.

Rileggendo le pagine scritte allora da questi amici ritroviamo tutti gli elementi voluti oggi dalle leggi che regolano l’associazionismo no-profit.

La sede del Circolo rimane per alcuni anni in Via Sestriere,139  a Rivoli;   nel 1992 si trasferisce negli attuali locali di Via Macario, 54, concessi in comodato gratuito dal Comune di Rivoli, e ristrutturati completamente ad opera e col contributo volontario dei Soci. 

Organi dell'Associazione

Organi dell'Associazione

Così come recita lo Statuto, "l'Assemblea dei Soci elegge i membri del Consiglio Direttivo, dei Revisori dei Conti e del Collegio dei Probiviri".

Di seguito l'organigramma come da risultato delle elezioni del 7 e 8 Maggio 2016:

Consiglio direttivo

Presidente
CADDEO RENZO

Vice presidente (vicario)
FARCI SALVATORE

Vice presidente

ABOZZI SALVATORE

Tesoriere
MANGANELLO CLAUDIO

Segretario
CARTA MICHELE

Consiglieri
DESSENA PIERO ANGELO
FANNI VITTORIO
SABINO ANTONIO
MANCA MARIO

 

Collegio revisori dei conti
MELE SALVATORE (Presidente)
MULA FRANCO
PERRONE LUIGI

Collegio dei probiviri
MARCHE GIOVANNI (Presidente)
BOI RINO
ANGIUS MARIANO

 

Soci Fondatori

Soci Fondatori

pdfAtto costitutivo (file pdf)(2.90 MB)

Vogliamo, doverosamente ricordare, il primo gruppo dirigente che ha guidato il nostro circolo, che ha gettato le basi per resistere e crescere, diventando uno dei circoli più numeroso tra i 70 circoli italiani.

Presidente
CHICCONI Filippo

Vice Presidente
GAMBULA Pier Mario

Segretario e Tesoriere
SCINTU Giovanni

COLLEGIO dei Revisori
Presidente
ARRAS Luigi

Paolo TOLA
Giuseppe CHICCONI

COLLEGIO PROBIVIRI
Presidente
Francesco SINZU

Pietrino LIGAS
Giovanni MOTZO


Un ringraziamento va a tutti i presidenti che in questi 35 anni si sono susseguiti nella guida del CIRCOLO

chicconiFilippo CHICCONI  

marche
Giovanni MARCHE

 venusti
Martino VENUSTI
   tola
Mario TOLA
pala
Marco PALA
  collu
Gian Paolo COLLU

Statuto

STATUTO

Lo Statuto è consultabile e scaricabile in formato pdf cliccando sul file qua sotto:

pdfStatuto_Circolo_4_Mori_2017.pdf423.58 KB

 

CIRCOLO DEI SARDI QUATTRO MORI

ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE

CULTURALE E RICRETIVA

  

S T A T U T O

TITOLO I

 

Articolo 1 - Costituzione e sede

A norma dell’articolo n. 18 della Costituzione Italiana, degli articoli del Codice Civile sulle Associazioni non riconosciute, del D. Lgs. n. 460/1997, della Legge 383 del 7 dicembre 2000 e delle leggi della Regione Autonoma della Sardegna in materia di associazionismo senza scopo di lucro, è costituita l’ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE, CULTURALE E RICREATIVA che prende il nome di “CIRCOLO DEI SARDI QUATTRO MORI” più semplicemente denominata “CIRCOLO”, con Sede sociale e legale in RIVOLI - Via F.lli Macario, 54

Il Circolo è un'associazione senza fini di lucro, a struttura e gestione democratica.

 

Articolo 2 - Caratteristiche.

1.       Il Circolo si richiama ai valori della Costituzione Italiana rispettando i diritti inviolabili della persona, senza distinzione di sesso, di razza, di religione e promuovendo, anche per tradizione storica particolare dei Sardi, la pari opportunità tra uomo e donna.

2.       Il Circolo è una Associazione unitaria ed autonoma senza fini di lucro, a struttura e gestione democratica, autonoma ed indipendente dal punto di vista organizzativo, amministrativo e patrimoniale.

3.       Esso è diretto da un Consiglio Direttivo eletto dai Soci, che ne costituiscono la base sociale.

4.       Gli impianti, i servizi, le strutture, le attività promosse e organizzate dal Circolo sono a disposizione di tutti i Soci i quali hanno diritto di fruirne liberamente nel rispetto degli appositi Regolamenti.

5.       Pur conservando la propria autonomia ed indipendenza amministrativa, il Circolo agisce in stretta collaborazione e unità d’intenti con la F.A.S.I. (Federazione Associazioni Sarde in Italia), alla quale aderisce formalmente.

6.       Il Circolo accetta e rispetta lo Statuto Sociale della F.A.S.I. e il relativo regolamento di attuazione.

7.       Hanno accesso al Circolo anche i tesserati di altri Circoli aderenti alla F.A.S.I.

8.       Il Circolo è inoltre aperto a tutti i Sardi, ai loro coniugi, ai discendenti e a chi ne condivide le finalità.

 

Articolo 3 - Principi e scopi generali.

Il Circolo si propone di :

1.       Salvaguardare e valorizzare l'identità culturale dei sardi;

2.       Promuovere la conoscenza e la valorizzazione della lingua sarda, dei valori culturali, storici, artistici, ambientali e folcloristici della Sardegna;

3.       Promuovere la conoscenza e il consumo dei prodotti artigianali ed industriali della Sardegna;

4.       Svolgere le funzioni di rappresentanza e di promozione della Sardegna con le Istituzioni e nel territorio in cui opera;

5.       Contribuire alla programmazione e al raggiungimento della crescita culturale, economica e sociale (con iniziative miranti all'affermazione ed alla tutela dei diritti e degli interessi legittimi. ) dei sardi e della Sardegna;

6.       Perseguire l'obiettivo di promuovere la solidarietà sociale, l'integrazione ed il confronto fra culture diverse, etnie, regioni e popoli;

7.       Svolgere attività di acquisto collettivo di beni, con rivendita dei medesimi ai soli Soci, senza alcun fine di lucro, costituendosi a tal fine come Gruppo di Acquisto Solidale, ai sensi della normativa vigente (art. 1, commi 266 e 267 della legge n. 244/2007, e dell’art. 4, comma 7, del DPR 633/1972).

Articolo 4 – Attività del Circolo

Il Circolo si prefigge di:

1.       Promuovere e gestire attività di utilità sociale in campo culturale e ricreativo a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati.

2.       Sviluppare attività culturali, sportive, ambientali, didattiche, turistiche, ricreative, assistenziali di prevenzione sanitaria;

3.       Promuovere e gestire corsi formativi.

4.       Valorizzare tutte quelle iniziative che sono in grado di esprimere atteggiamenti e comportamenti attivi, utilizzando i metodi aggregativi e di partecipazione, propri del libero associazionismo;

5.       Per raggiungere i suoi fini e rispondere alle esigenze del Corpo Sociale, il Circolo potrà creare strutture proprie od utilizzare quelle già esistenti sul territorio.

6.       Il Circolo potrà promuovere direttamente o in collaborazione con altre strutture, sia private che pubbliche, le attività di cui ai punti precedenti.

7.       Il Circolo ricerca momenti di confronto e di collaborazione con tutte le forze presenti nel tessuto sociale: con le Istituzioni Pubbliche, con gli enti locali e con quelli culturali, turistici ed ambientalistici; partecipando così, e contribuendo alla realizzazione di progetti che si collochino nel quadro di una programmazione territoriale delle attività sportive, del tempo libero, della cultura, della didattica, del turismo e della tutela dell'ambiente,

8.       Il Circolo non può svolgere attività diverse da quelle sopra indicate a eccezione di quelle a esse strettamente connesse o di quelle accessorie a quelle statutarie, in quanto integrative della stesse.

 

TITOLO II

Articolo 5 – I soci del Circolo

Possono essere Soci del Circolo tutti quelli che ne condividono appieno le finalità e gli scopi. All’Associazione possono essere ammessi i cittadini italiani e stranieri che condividono i principi e gli scopi dell’Associazione. Non viene fatta alcuna discriminazione di genere, etnica, razziale, culturale, politica o religiosa al momento di valutare la domanda di ingresso nell’Associazione, né tra i soci dell’Associazione stessa, (come da art. 2, c. 3, l.r. 7/2006 e Nota esplicativa allegata al documento redatto dalla Regione Piemonte).

I Soci, pur con l’assoluta parità fra loro nei diritti e nei doveri verso l'Associazione, sono formalmente distinti nei seguenti raggruppamenti:

 

a)      Soci Fondatori:  rientrano  in  tale  denominazione,  i firmatari dell'atto costitutivo

b)      Soci  Ordinari:  sono   tali  tutti  quelli   che,   avendone  fatta regolare domanda secondo la procedura richiesta e definita dal Circolo stesso, sono accolti come tali. Fra i Soci Ordinari acquistano particolare rilevanza coloro per i quali il Circolo è idealmente nato e che sono destinatari degli interventi della Legge regionale sarda sull'emigrazione: legge n° 7 de1 15 gennaio 1991 e sue modifiche: coloro cioè che sono nati in Sardegna e hanno dimora abituale fuori del territorio regionale e i lo coniugi; i discendenti, anche se non nati in Sardegna, purché abbiano un ascendente d’origine sarda, e i loro coniugi.

c)       Soci Benemeriti: Il Consiglio Direttivo ha la facoltà di nominare in tale categoria coloro che si sono distinti per particolari meriti nella società o nei confronti del Circolo stesso, anche se iscritti ad altro Circolo.

 

NOTA: Soci Fondatori e Soci ordinari hanno l’Assoluta parità tra loro nei diritti e doveri verso il l’Associazione

 

Articolo 6 – Ineleggibilità dei Soci alle cariche sociali per incompatibilità

Non possono essere eletti nel Consiglio Direttivo, nel Collegio dei Probiviri, nel Collegio dei Sindaci Revisori:

1.       Non possono essere eletti nel Consiglio Direttivo e nei Collegi dei Sindaci Revisori e dei ProbiViri i Soci che percepiscono compensi a carattere continuativo dal Circolo, o che sono cointeressati alle attività del Circolo, aventi finalità di lucro.;

2.       Più di due persone legate fra loro da vincolo di parentela di primo e secondo grado.

 

Articolo 7 – Diritti e doveri dei Soci

La domanda d’ammissione all’Associazione dovrà essere rivolta al Consiglio Direttivo e dovrà contenere tutte le generalità dell'aspirante socio, e l'impegno all'osservanza del presente Statuto e dei Regolamenti interni. All’atto di accettazione della domanda di ammissione, il richiedente acquisisce la qualifica di Socio

I Soci Ordinari sono tenuti:

1.       Al pagamento della quota sociale annuale approvata dall’Assemblea dei Soci;

2.       All’osservanza dello Statuto e degli eventuali regolamenti interni;

3.       a non prendere, senza essere autorizzati, iniziative personali che impegnino in qualunque modo il Circolo;

4.       Ad offrire in tutte le circostanze prova di serietà e di educazione civica a tutela del buon nome della Sardegna, dei Sardi e degli altri Soci del Circolo.

In ogni caso è esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa, salvo il diritto di recesso

Non è ammessa alcuna differenza di trattamento tra i soci riguardo ai diritti e ai doveri nei confronti dell’Associazione.

I soci hanno il diritto:

                    di ricevere una tessera che attesti la sua adesione al Circolo e agli organismi superiori di carattere nazionale (F.A.S.I.);

                    Di partecipare a tutte le attività promosse dall'Associazione, ricevendone informazioni e avendo facoltà di verifica nei limiti stabiliti dalla legislazione vigente, dal presente Statuto e dagli eventuali regolamenti dell’Associazione;

                    Di eleggere gli organi sociali e di essere eletti negli stessi;

                    Di esprimere il proprio voto in ordine all’approvazione delle deliberazioni degli organi associativi, degli eventuali regolamenti e di modifiche allo statuto.

(Come da art. 3, c. 2, lett. f) l.r. 7/2006 - art. 3, c. 2, lett. g) l.r. 7/2006 - art. 3, c. 2, lett. f) l.r. 7/2006)

 

Articolo 8 – Stato giuridico dei soci ed eventuali atti disciplinari

1.       Il Socio perde la sua qualifica solo per dimissioni, espulsione o morte;

2.       La quota associativa non è trasmissibile, tranne in caso di morte;

3.       In caso di mancato pagamento della quota sociale nei tempi stabiliti, ed entro e non oltre 24 mesi della scadenza, il Socio perde tutti i diritti; [MODIFICATO DALL’ASSEMBLEA IN: 3. In caso di mancato pagamento della quota sociale nei tempi stabiliti, il Socio perde tutti i diritti;]

4.       I Soci possono dare le dimissioni dall’Associazione in qualsiasi momento. Le dimissioni sono regolate dal Regolamento di attuazione

5.       I Soci possono essere sottoposti a sanzioni come sospensione, espulsione o radiazione per i seguenti motivi:

a)      Qualora non ottemperino alle disposizioni del presente Statuto ed alle deliberazioni prese dagli Organi sociali del Circolo;

b)      Qualora si rendano morosi nel pagamento della quota sociale senza giustificato motivo, per due anni consecutivi;

c)       Qualora in qualche modo arrechino danni morali e/o materiali al Circolo o ai suoi associati. Il provvedimento disciplinare deve essere motivato e proporzionato.

6.       L’ammonizione e la deplorazione possono essere comminate anche dal Consiglio Direttivo.

In caso di disaccordo con la decisione del Collegio del proprio Circolo, il socio può ricorrere al collegio dei probiviri della FASI.

 

 

TITOLO III

 

Articolo 9 – Organi del Circolo.

Gli Organi del Circolo sono:

a)            L'ASSEMBLEA DEI SOCI;

b)           IL CONSIGLIO DIRETTIVO;

c)            IL PRESIDENTE;

d)           IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI;

e)           IL COLLEGIO DEI SINDACI REVISORI.

Tutte le cariche vengono ricoperte ed esplicate a titolo gratuito

 

Articolo 10  - Assemblea dei Soci

L’Assemblea dei Soci è composta da tutti i Soci Ordinari e Fondatori, con diritto di voto ed è il massimo organo deliberante del Circolo; saranno invitati all’Assemblea anche i Soci Benemeriti ma senza diritto di

voto.

Le decisioni dell’Assemblea, prese in conformità al presente Statuto, sono vincolanti per tutti i Soci

L’Assemblea:

1.       Approva annualmente il rendiconto economico preventivo, consuntivo e quello patrimoniale così come puntualizzato all'articolo specifico;

2.       Approva il programma di massima annuale e/o pluriennale d’iniziative, d’attività e d’investimenti ed eventuali interventi straordinari;

3.       Approva il regolamento di attuazione del presente Statuto;

4.       Discute i documenti ed elegge i delegati in occasione dei Congressi Nazionali F.A.S.I., secondo il Regolamento stabilito;

5.       Elegge a scrutinio segreto i membri del Consiglio Direttivo, dei Revisori dei Conti e del Collegio dei Probiviri. Le preferenze espresse non possono superare il numero della metà + 1 (uno) degli eligendi;

6.       Delibera e ratifica l'importo delle quote associative proposte dal Consiglio Direttivo;

7.       Decide sulle eventuali irregolarità riscontrate dal Collegio dei Sindaci Revisori;

8.       Apporta le eventuali modifiche allo Statuto secondo le modalità previste dallo Statuto stesso.

 

Le modalità elettive sono normate da apposito regolamento.

L’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente  costituita, in prima convocazione con la presenza di metà più uno dei Soci. In seconda convocazione, l'Assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli intervenuti e delibera validamente a maggioranza assoluta dei presenti, salvo nel caso previsto dall'art. 21.

La seconda convocazione dell'Assemblea deve avere luogo con almeno 3 ore di distanza dalla prima.

L'Assemblea è convocata dal Presidente in via ordinaria almeno due volte l'anno, di propria iniziativa o a richiesta di un terzo dei membri del Consiglio Direttivo.

L'annuncio della convocazione dovrà essere comunicato agli aventi diritto di partecipazione almeno 7 giorni prima, mediante lettera e/o fax. specificando la data, l'ora e la sede della riunione, nonché l'ordine del giorno in discussione.

In via straordinaria dal Presidente o a richiesta motivata di almeno i 1/10 dei soci o, per gravi situazioni amministrative o contabili, a richiesta del Collegio dei Sindaci Revisori all'unanimità. In questi casi l'Assemblea dovrà essere convocata entro 45 giorni, dalla data in cui è richiesta.

L'Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è presieduta da un Presidente eletto dall’Assemblea stessa; le deliberazioni adottate dovranno essere riportate su apposito libro verbali.

Le votazioni sugli argomenti all'ordine del giorno, dirette e personali, possono avvenire per alzata di mano o a scrutinio segreto qualora ne faccia richiesta 1/3 dei Soci presenti.

Le modalità di votazione seguono il principio del voto singolo: una testa, un voto. Ciascun associato può farsi rappresentare da un altro associato, conferendo allo stesso delega scritta.(Parere preventivo ai sensi dell’art. 4 del D.C.M.21/03/2001 n. 329, N. 129 del 16/04/2007).

Partecipano all'elezione del Consiglio Direttivo tutti i Soci Ordinari in regola col pagamento della quota sociale ed iscritti al Circolo da almeno tre mesi: non è ammesso il voto per delega.

In occasione dell’Assemblea per il rinnovo delle cariche direttive, il Presidente dell’Assemblea comunica agli eletti i risultati delle elezioni.

Fra gli eletti, il Consigliere Anziano (ossia il più votato), convoca entro 20 giorni il Consiglio Direttivo per la distribuzione delle cariche.

 

Articolo 11 - CONSIGLIO DIRETTIVO

Il CONSIGLIO DIRETTIVO, è costituito da un massimo di 15 membri. Va inoltre garantita un’adeguata rappresentanza femminile dando pari opportunità nelle candidature.

Possono essere eletti nel Consiglio Direttivo tutti i Soci in regola col pagamento della quota sociale ed iscritti da almeno tre mesi all’associazione, salvo le limitazioni specificate nell’art. 6

Il Consiglio Direttivo:

a)      Formula i programmi di attività sociale come da Statuto ed attua le deliberazioni dell’Assemblea;

b)      Definisce i regolamenti degli organismi in cui si articola l'Associazione;

c)       In occasione del rinnovo delle cariche direttive definisce il regolamento elettorale;

d)      Delibera sulle domande di nuove adesioni e sottopone all’Assemblea le proposte di esclusione dei soci;

e)      Delibera sulle eventuali misure disciplinari da infliggere ai soci;

f)       Stabilisce le quote associative da sottoporre all’Assemblea dei Soci;

g)      Predispone il rendiconto economico-patrimoniale preventivo e consuntivo per l'approvazione dell’Assemblea;

h)      Delibera su eventuali partecipazioni del Circolo, in forma stabile od occasionale, ad istituzioni od organismi che abbiano gli stessi obiettivi del Circolo;

Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni. Nel caso venisse a mancare, per qualunque motivo, un membro del Consiglio Direttivo, gli subentrerà il primo dei non eletti.

Il Consigliere che, salvo giustificata causa di forza maggiore, non interviene a tre riunioni consecutive del Consiglio Direttivo, è dichiarato decaduto.

Tuttavia quando un Consigliere abbia sommato sei assenze nel Corso dell'anno, non sono sufficienti normali giustificazioni e decade ugualmente dalla carica. [MODIFICATO DALL’ASSEMBLEA IN: Tuttavia quando un Consigliere abbia sommato, nel corso dell'anno, un numero di assenze pari al 50% delle riunioni del Consiglio Direttivo, non sono sufficienti normali giustificazioni e decade ugualmente dalla carica.]

Il consiglio Direttivo tutto decade quando, per qualsiasi motivo, decade la maggioranza dei componenti. Il Presidente uscente o (in sua assenza) il Vicepresidente, o il Consigliere con più anzianità di incarichi direttivi nel Circolo, convoca entro tre mesi nuove elezioni.

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente almeno una volta il mese ed ogni qualvolta ritenuto necessario dal Presidente o su richiesta di almeno 1/3 dei componenti il Consiglio Direttivo. In caso di inadempienza reiterata da parte del Presidente può essere convocato da parte della maggioranza del Direttivo stesso.

Le sedute del Consiglio Direttivo sono presiedute dal Presidente e sono considerate valide in presenza del 50% più uno dei componenti del Consiglio stesso; in caso di votazione con risultato di parità prevarrà il voto espresso dal Presidente: non è ammesso il voto per delega.

Di ogni seduta sarà redatto regolare verbale che sarà trascritto nell’apposito registro. Ogni verbale dovrà essere firmato dal Presidente, o da chi presiede, in sua vece la riunione, dal Segretario e, quando si tratti d’impegni di spesa, dal Tesoriere. I verbali saranno sottoposti all'approvazione del Consiglio Difettivo in apertura della riunione successiva.

Il Consiglio Direttivo, a maggioranza, può deliberare di accogliere nuovi Soci Benemeriti, la cui richiesta d’ammissione potrà essere presa in considerazione solamente se avvallata dalla proposta scritta di due Soci.

Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno: il Presidente, due VicePresidenti, di cui uno Vicario, un Segretario e un Tesoriere.

Il Consiglio Direttivo può sfiduciare il Presidente ed eleggerne un altro con mozione motivata.

 

Articolo 12 - PRESIDENTE

Il Presidente è il rappresentante legale dell'Associazione ed inoltre rappresenta L’Associazione nei rapporti esterni, personalmente o a mezzo di delegati;

Convoca e presiede il Consiglio Direttivo;

Cura l'attuazione delle delibere del Consiglio Difettivo.

Il Vicepresidente 'Vicario, in caso di impedimento o di prolungata assenza del Presidente, lo sostituisce nei suoi compiti.

Il Presidente uscente è tenuto a dare regolari consegne organizzative, finanziarie e patrimoniali al nuovo Presidente, entro 20 giorni dall’elezione di questi.

Tali consegne devono risultare da apposito processo verbale che deve essere portato a conoscenza del Consiglio Direttivo.

Il Presidente non può essere eletto per più di due mandati consecutivi.

 

Articolo 13 - COLLEGIO DEI PROBIVIRI.

Il Collegio dei Probiviri si compone di tre membri effettivi e due supplenti ed elegge al suo interno un Presidente.

Sono eletti dall'Assemblea dei Soci e durano in carica per lo stesso periodo del Consiglio Direttivo.

Saranno scelti possibilmente fra soci che per prestigio o per doti di particolare equilibrio, o per età o incarichi ricoperti diano la massima fiducia.

Il Collegio dei Probiviri ha la funzione di arbitro ed è chiamato a comporre amichevolmente ogni controversia che potrà insorgere fra gli appartenenti all’Associazione. Esprime una sua proposta circa la sospensione, l'espulsione o la radiazione di un Socio.

Nel caso di giudizio su parenti o congiunti di primo e secondo grado il Proboviro interessato non parteciperà all’esame e giudizio del caso.

Il ricorso al Collegio dei Probiviri può essere attivato, anche dal Direttivo in carica, oppure, previa motivata e circostanziata richiesta, anche dal singolo socio, a difesa dei propri diritti.

Il collegio istruisce la pratica e propone eventuali misure disciplinari che devono essere ratificate dal Direttivo.

 

Articolo 14 - COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI.

Il Collegio dei Revisori dei Conti si compone di tre membri effettivi e due supplenti (che subentrano in caso di cessazione di un membro effettivo) ed elegge al suo interno il Presidente;

I Revisori, sono eletti dall’Assemblea dei Soci e durano in carica per lo stesso periodo del Consiglio Direttivo.

Saranno scelti possibilmente fra i soci che abbiano competenza in materia amministrativa e contabile.

Il Collegio dei Revisori dei Conti ha il compito di verificare semestralmente o annualmente la contabilità, la cassa, l'inventario dei beni mobili ed immobili e l'adempimento delle norme civilistico-fiscali relative alla tenuta di una corretta contabilità. Esamina inoltre e controlla i conti consuntivi e preventivi e redige la relazione di presentazione dei rendiconti all'Assemblea.

I Revisori effettivi sono convocati alle riunioni del Consiglio Direttivo ove sono tenuti, per le materie di competenza, ad esprimere parere consultivo; le dimissioni da membro del Collegio dei Revisori dei Conti devono essere inviate al Presidente dello stesso, cui spetterà dopo la ratifIca da parte del Collegio darne comunicazione al Consiglio Direttivo.

Non può ricoprire la carica di Revisore un parente di primo e secondo grado dei componenti del Consiglio direttivo.

 

Articolo 15 - DIMISSIONI DEI SOCI

Il Socio, una volta iscritto, non ha bisogno di rinnovare l’iscrizione al Circolo. Perde la sua qualifica solo per dimissioni , per espulsione o causa di morte (da cancellare)

I Soci possono dare le dimissioni dall’Associazione in qualsiasi momento. Il Socio dimissionario è tenuto alla restituzione della tessera dell’Associazione all’atto della presentazione delle dimissioni e sarà comunque tenuto ad ottemperare alle eventuali obbligazioni assunte.

In caso di dimissioni da membro del Consiglio Direttivo, subito dopo la ratifica da parte dell’organo stesso, spetta al Presidente dare comunicazione al(i) subentrante(i) delle variazioni avvenute.

 

TITOLO IV

 

Articolo 16 - Il Patrimonio

Il patrimonio dell'Associazione è costituito da:

- quote da tesseramento

- eventuali contributi pubblici e privati,

- beni mobili ed immobili di proprietà dell’Associazione e/o ad essa pervenuti con le modalità previste dalla legge.

 

Articolo 17– Risorse economiche

1.            Il Circolo trae le risorse economiche per il proprio funzionamento e per lo svolgimento delle attività da:

a) Contributi degli associati;

b) Eredità, donazioni e legati;

c) Contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;

d) Contributi dell’Unione europea e di organismi internazionali;

e) Entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;

f) Proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;

g) Erogazioni liberali degli associati e dei terzi;

h) Entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi;

i) Altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale.

2.            Il Circolo è tenuto a conservare per almeno tre anni la documentazione, con l’indicazione dei soggetti eroganti, relativa alle risorse economiche di cui al comma 1, lettere b), c), d), e), nonché, per le risorse economiche di cui alla lettera g), della documentazione relativa alle erogazioni liberali se finalizzate alle detrazioni di imposta e alle deduzioni dal reddito imponibile di cui all’articolo 22 della legge 383/2000.

3.            I fondi dell'associazione non potranno essere investiti in forme che prevedano la corresponsione di un interesse o di un utile. I proventi delle attività non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette; ogni eventuale avanzo di gestione sarà reinvestito a favore di attività istituzionali statutariamente previste.

 

Articolo 18 - L'esercizio sociale

Gli esercizi sociali si chiudono al 31 dicembre d’ogni anno. Alla fine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo redige il rendiconto che deve essere presentato all'approvazione dell'assemblea entro il 28 febbraio successivo. Qualora particolari esigenze lo richiedano, l’Assemblea ordinaria per l'approvazione del rendiconto potrà essere convocata entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio.

 

Articolo 19- Il rendiconto

Il rendiconto annuale dovrà essere corredato da una relazione sulla gestione, redatta allo scopo dal Consiglio Direttivo, che dovrà rappresentare adeguatamente la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'Associazione.

Salvo quanto previsto da diverse disposizioni di legge, nelle valutazioni si osserveranno i consolidati principi contabili. Il rendiconto approvato dall’assemblea è depositato presso la sede sociale: gli associati hanno la facoltà di consultarlo e di ottenerne copie. (come da art. 3, c. 2, lett. h) l.r. 7/2006)

 

Articolo 20 - Responsabilità amministrative

Per le operazioni di carattere amministrativo, economico e finanziario, ha riconoscimento la firma del Presidente, il quale potrà delegare, per atti di ordinaria amministrazione i Vicepresidenti e/o il Segretario e/o il Tesoriere.

 

Articolo 21 – Modifiche statutarie

Il presente Statuto può essere modificato con decisione dell'Assemblea appositamente convocata;

In prima convocazione le eventuali variazioni sono approvate dalla maggioranza dei presenti purché questi rappresentino almeno il 50 % più uno degli aventi diritto. In seconda convocazione dai 2/3 dei presenti all'Assemblea.

Per le variazioni imposte da leggi dello Stato è competente il Consiglio Direttivo. Tali variazioni saranno successivamente ratificate nel primo consesso assembleare.

 

Articolo  22 - Scioglimento dell'Associazione

Lo scioglimento può avvenire con decisione dell'Assemblea Straordinaria appositamente convocata e con il voto favorevole di almeno 3/4 degli aventi diritto. In caso di scioglimento dell'Associazione il patrimonio dovrà essere devoluto, su delibera dell'Assemblea Straordinaria con fini di utilità sociale ad altra associazione di promozione sociale con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità e salvo diversa destinazione imposta dalla legge. (come da art. 3 c. 2, lett. j) l.r. 7/2006)

Per tutto ciò che non è espressamente contemplato dal presente Statuto valgono le norme del codice civile, della legge nazionale 383/2000, della legge regionale 7/2006, e della legge regionale sarda del 15 gennaio 1991.

 

Articolo 23 – Norme transitorie

Le norme previste dal presente Statuto saranno applicate a far data dalla sua approvazione.

 

Articolo 24 - Diverse

Per tutto quanto non espressamente previsto nel presente Statuto si farà riferimento al Codice Civile e a tutto quanto previsto in materia associativa dalle vigenti normative di legge. Le cariche sociali elencate nel presente Statuto sono cariche onorifiche e nessuna retribuzione è dovuta a chi le ricopre.

 

 

Il Consiglio direttivo

 

Presidente                         RENZO CADDEO

 

Vice presidenti                 SALVATORE FARCI (Vicario)

                                               SALVATORE ABOZZI

 

Tesoriere                            CLAUDIO MANGANELLO

Segretario                          MICHELE CARTA

Componenti                      MARIO MANCA

ANTONIO SABINO

PIERO ANGELO DESSENA

VITTORIO FANNI


 

Pag. 1 di 11 CIRCOLO DEI SARDI QUATTRO MORI ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE CULTURALE E RICRETIVA S T A T U T O TITOLO I Articolo 1 - Costituzione e sede A norma dell’articolo n. 18 della Costituzione Italiana, degli articoli del Codice Civile sulle Associazioni non riconosciute, del D. Lgs. n. 460/1997, della Legge 383 del 7 dicembre 2000 e delle leggi della Regione Autonoma della Sardegna in materia di associazionismo senza scopo di lucro, è costituita l’ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE, CULTURALE E RICREATIVA che prende il nome di “CIRCOLO DEI SARDI QUATTRO MORI” più semplicemente denominata “CIRCOLO”, con Sede sociale e legale in RIVOLI - Via F.lli Macario, 54 Il Circolo è un'associazione senza fini di lucro, a struttura e gestione democratica. Articolo 2 - Caratteristiche. 1. Il Circolo si richiama ai valori della Costituzione Italiana rispettando i diritti inviolabili della persona, senza distinzione di sesso, di razza, di religione e promuovendo, anche per tradizione storica particolare dei Sardi, la pari opportunità tra uomo e donna. 2. Il Circolo è una Associazione unitaria ed autonoma senza fini di lucro, a struttura e gestione democratica, autonoma ed indipendente dal punto di vista organizzativo, amministrativo e patrimoniale. 3. Esso è diretto da un Consiglio Direttivo eletto dai Soci, che ne costituiscono la base sociale. 4. Gli impianti, i servizi, le strutture, le attività promosse e organizzate dal Circolo sono a disposizione di tutti i Soci i quali hanno diritto di fruirne liberamente nel rispetto degli appositi Regolamenti. 5. Pur conservando la propria autonomia ed indipendenza amministrativa, il Circolo agisce in stretta collaborazione e unità d’intenti con la F.A.S.I. (Federazione Associazioni Sarde in Italia), alla quale aderisce formalmente. 6. Il Circolo accetta e rispetta lo Statuto Sociale della F.A.S.I. e il relativo regolamento di attuazione. 7. Hanno accesso al Circolo anche i tesserati di altri Circoli aderenti alla F.A.S.I. 8. Il Circolo è inoltre aperto a tutti i Sardi, ai loro coniugi, ai discendenti e a chi ne condivide le finalità. Articolo 3 - Principi e scopi generali. Il Circolo si propone di : 1. Salvaguardare e valorizzare l'identità culturale dei sardi; 2. Promuovere la conoscenza e la valorizzazione della lingua sarda, dei valori culturali, storici, artistici, ambientali e folcloristici della Sardegna; Pag. 2 di 11 3. Promuovere la conoscenza e il consumo dei prodotti artigianali ed industriali della Sardegna; 4. Svolgere le funzioni di rappresentanza e di promozione della Sardegna con le Istituzioni e nel territorio in cui opera; 5. Contribuire alla programmazione e al raggiungimento della crescita culturale, economica e sociale (con iniziative miranti all'affermazione ed alla tutela dei diritti e degli interessi legittimi. ) dei sardi e della Sardegna; 6. Perseguire l'obiettivo di promuovere la solidarietà sociale, l'integrazione ed il confronto fra culture diverse, etnie, regioni e popoli; 7. Svolgere attività di acquisto collettivo di beni, con rivendita dei medesimi ai soli Soci, senza alcun fine di lucro, costituendosi a tal fine come Gruppo di Acquisto Solidale, ai sensi della normativa vigente (art. 1, commi 266 e 267 della legge n. 244/2007, e dell’art. 4, comma 7, del DPR 633/1972). Articolo 4 – Attività del Circolo Il Circolo si prefigge di: 1. Promuovere e gestire attività di utilità sociale in campo culturale e ricreativo a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati. 2. Sviluppare attività culturali, sportive, ambientali, didattiche, turistiche, ricreative, assistenziali di prevenzione sanitaria; 3. Promuovere e gestire corsi formativi. 4. Valorizzare tutte quelle iniziative che sono in grado di esprimere atteggiamenti e comportamenti attivi, utilizzando i metodi aggregativi e di partecipazione, propri del libero associazionismo; 5. Per raggiungere i suoi fini e rispondere alle esigenze del Corpo Sociale, il Circolo potrà creare strutture proprie od utilizzare quelle già esistenti sul territorio. 6. Il Circolo potrà promuovere direttamente o in collaborazione con altre strutture, sia private che pubbliche, le attività di cui ai punti precedenti. 7. Il Circolo ricerca momenti di confronto e di collaborazione con tutte le forze presenti nel tessuto sociale: con le Istituzioni Pubbliche, con gli enti locali e con quelli culturali, turistici ed ambientalistici; partecipando così, e contribuendo alla realizzazione di progetti che si collochino nel quadro di una programmazione territoriale delle attività sportive, del tempo libero, della cultura, della didattica, del turismo e della tutela dell'ambiente, 8. Il Circolo non può svolgere attività diverse da quelle sopra indicate a eccezione di quelle a esse strettamente connesse o di quelle accessorie a quelle statutarie, in quanto integrative della stesse. TITOLO II Articolo 5 – I soci del Circolo Possono essere Soci del Circolo tutti quelli che ne condividono appieno le finalità e gli scopi. All’Associazione possono essere ammessi i cittadini italiani e stranieri che condividono i principi e gli scopi dell’Associazione. Non viene fatta alcuna discriminazione di genere, etnica, razziale, culturale, politica o religiosa al momento di valutare la domanda di ingresso nell’Associazione, né tra i soci dell’Associazione stessa, (come da art. 2, c. 3, l.r. 7/2006 e Nota esplicativa allegata al documento redatto dalla Regione Piemonte). Pag. 3 di 11 I Soci, pur con l’assoluta parità fra loro nei diritti e nei doveri verso l'Associazione, sono formalmente distinti nei seguenti raggruppamenti: a) Soci Fondatori: rientrano in tale denominazione, i firmatari dell'atto costitutivo b) Soci Ordinari: sono tali tutti quelli che, avendone fatta regolare domanda secondo la procedura richiesta e definita dal Circolo stesso, sono accolti come tali. Fra i Soci Ordinari acquistano particolare rilevanza coloro per i quali il Circolo è idealmente nato e che sono destinatari degli interventi della Legge regionale sarda sull'emigrazione: legge n° 7 de1 15 gennaio 1991 e sue modifiche: coloro cioè che sono nati in Sardegna e hanno dimora abituale fuori del territorio regionale e i lo coniugi; i discendenti, anche se non nati in Sardegna, purché abbiano un ascendente d’origine sarda, e i loro coniugi. c) Soci Benemeriti: Il Consiglio Direttivo ha la facoltà di nominare in tale categoria coloro che si sono distinti per particolari meriti nella società o nei confronti del Circolo stesso, anche se iscritti ad altro Circolo. NOTA: Soci Fondatori e Soci ordinari hanno l’Assoluta parità tra loro nei diritti e doveri verso il l’Associazione Articolo 6 – Ineleggibilità dei Soci alle cariche sociali per incompatibilità Non possono essere eletti nel Consiglio Direttivo, nel Collegio dei Probiviri, nel Collegio dei Sindaci Revisori: 1. Non possono essere eletti nel Consiglio Direttivo e nei Collegi dei Sindaci Revisori e dei ProbiViri i Soci che percepiscono compensi a carattere continuativo dal Circolo, o che sono cointeressati alle attività del Circolo, aventi finalità di lucro.; 2. Più di due persone legate fra loro da vincolo di parentela di primo e secondo grado. Articolo 7 – Diritti e doveri dei Soci La domanda d’ammissione all’Associazione dovrà essere rivolta al Consiglio Direttivo e dovrà contenere tutte le generalità dell'aspirante socio, e l'impegno all'osservanza del presente Statuto e dei Regolamenti interni. All’atto di accettazione della domanda di ammissione, il richiedente acquisisce la qualifica di Socio I Soci Ordinari sono tenuti: 1. Al pagamento della quota sociale annuale approvata dall’Assemblea dei Soci; 2. All’osservanza dello Statuto e degli eventuali regolamenti interni; 3. a non prendere, senza essere autorizzati, iniziative personali che impegnino in qualunque modo il Circolo; 4. Ad offrire in tutte le circostanze prova di serietà e di educazione civica a tutela del buon nome della Sardegna, dei Sardi e degli altri Soci del Circolo. In ogni caso è esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa, salvo il diritto di recesso Non è ammessa alcuna differenza di trattamento tra i soci riguardo ai diritti e ai doveri nei confronti dell’Associazione. I soci hanno il diritto: Pag. 4 di 11 • di ricevere una tessera che attesti la sua adesione al Circolo e agli organismi superiori di carattere nazionale (F.A.S.I.); • Di partecipare a tutte le attività promosse dall'Associazione, ricevendone informazioni e avendo facoltà di verifica nei limiti stabiliti dalla legislazione vigente, dal presente Statuto e dagli eventuali regolamenti dell’Associazione; • Di eleggere gli organi sociali e di essere eletti negli stessi; • Di esprimere il proprio voto in ordine all’approvazione delle deliberazioni degli organi associativi, degli eventuali regolamenti e di modifiche allo statuto. (Come da art. 3, c. 2, lett. f) l.r. 7/2006 - art. 3, c. 2, lett. g) l.r. 7/2006 - art. 3, c. 2, lett. f) l.r. 7/2006) Articolo 8 – Stato giuridico dei soci ed eventuali atti disciplinari 1. Il Socio perde la sua qualifica solo per dimissioni, espulsione o morte; 2. La quota associativa non è trasmissibile, tranne in caso di morte; 3. In caso di mancato pagamento della quota sociale nei tempi stabiliti, il Socio perde tutti i diritti; 4. I Soci possono dare le dimissioni dall’Associazione in qualsiasi momento. Le dimissioni sono regolate dal Regolamento di attuazione 5. I Soci possono essere sottoposti a sanzioni come sospensione, espulsione o radiazione per i seguenti motivi: a) Qualora non ottemperino alle disposizioni del presente Statuto ed alle deliberazioni prese dagli Organi sociali del Circolo; b) Qualora si rendano morosi nel pagamento della quota sociale senza giustificato motivo, per due anni consecutivi; c) Qualora in qualche modo arrechino danni morali e/o materiali al Circolo o ai suoi associati. Il provvedimento disciplinare deve essere motivato e proporzionato. 6. L’ammonizione e la deplorazione possono essere comminate anche dal Consiglio Direttivo. In caso di disaccordo con la decisione del Collegio del proprio Circolo, il socio può ricorrere al collegio dei probiviri della FASI. TITOLO III Articolo 9 – Organi del Circolo. Gli Organi del Circolo sono: a) L'ASSEMBLEA DEI SOCI; b) IL CONSIGLIO DIRETTIVO; c) IL PRESIDENTE; d) IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI; e) IL COLLEGIO DEI SINDACI REVISORI. Tutte le cariche vengono ricoperte ed esplicate a titolo gratuito Pag. 5 di 11 Articolo 10 - Assemblea dei Soci L’Assemblea dei Soci è composta da tutti i Soci Ordinari e Fondatori, con diritto di voto ed è il massimo organo deliberante del Circolo; saranno invitati all’Assemblea anche i Soci Benemeriti ma senza diritto di voto. Le decisioni dell’Assemblea, prese in conformità al presente Statuto, sono vincolanti per tutti i Soci L’Assemblea: 1. Approva annualmente il rendiconto economico preventivo, consuntivo e quello patrimoniale così come puntualizzato all'articolo specifico; 2. Approva il programma di massima annuale e/o pluriennale d’iniziative, d’attività e d’investimenti ed eventuali interventi straordinari; 3. Approva il regolamento di attuazione del presente Statuto; 4. Discute i documenti ed elegge i delegati in occasione dei Congressi Nazionali F.A.S.I., secondo il Regolamento stabilito; 5. Elegge a scrutinio segreto i membri del Consiglio Direttivo, dei Revisori dei Conti e del Collegio dei Probiviri. Le preferenze espresse non possono superare il numero della metà + 1 (uno) degli eligendi; 6. Delibera e ratifica l'importo delle quote associative proposte dal Consiglio Direttivo; 7. Decide sulle eventuali irregolarità riscontrate dal Collegio dei Sindaci Revisori; 8. Apporta le eventuali modifiche allo Statuto secondo le modalità previste dallo Statuto stesso. Le modalità elettive sono normate da apposito regolamento. L’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita, in prima convocazione con la presenza di metà più uno dei Soci. In seconda convocazione, l'Assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli intervenuti e delibera validamente a maggioranza assoluta dei presenti, salvo nel caso previsto dall'art. 21. La seconda convocazione dell'Assemblea deve avere luogo con almeno 3 ore di distanza dalla prima. L'Assemblea è convocata dal Presidente in via ordinaria almeno due volte l'anno, di propria iniziativa o a richiesta di un terzo dei membri del Consiglio Direttivo. L'annuncio della convocazione dovrà essere comunicato agli aventi diritto di partecipazione almeno 7 giorni prima, mediante lettera e/o fax. specificando la data, l'ora e la sede della riunione, nonché l'ordine del giorno in discussione. In via straordinaria dal Presidente o a richiesta motivata di almeno i 1/10 dei soci o, per gravi situazioni amministrative o contabili, a richiesta del Collegio dei Sindaci Revisori all'unanimità. In questi casi l'Assemblea dovrà essere convocata entro 45 giorni, dalla data in cui è richiesta. L'Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è presieduta da un Presidente eletto dall’Assemblea stessa; le deliberazioni adottate dovranno essere riportate su apposito libro verbali. Le votazioni sugli argomenti all'ordine del giorno, dirette e personali, possono avvenire per alzata di mano o a scrutinio segreto qualora ne faccia richiesta 1/3 dei Soci presenti. Pag. 6 di 11 Le modalità di votazione seguono il principio del voto singolo: una testa, un voto. Ciascun associato può farsi rappresentare da un altro associato, conferendo allo stesso delega scritta.(Parere preventivo ai sensi dell’art. 4 del D.C.M.21/03/2001 n. 329, N. 129 del 16/04/2007). Partecipano all'elezione del Consiglio Direttivo tutti i Soci Ordinari in regola col pagamento della quota sociale ed iscritti al Circolo da almeno tre mesi: non è ammesso il voto per delega. In occasione dell’Assemblea per il rinnovo delle cariche direttive, il Presidente dell’Assemblea comunica agli eletti i risultati delle elezioni. Fra gli eletti, il Consigliere Anziano (ossia il più votato), convoca entro 20 giorni il Consiglio Direttivo per la distribuzione delle cariche. Articolo 11 - CONSIGLIO DIRETTIVO Il CONSIGLIO DIRETTIVO, è costituito da un massimo di 15 membri. Va inoltre garantita un’adeguata rappresentanza femminile dando pari opportunità nelle candidature. Possono essere eletti nel Consiglio Direttivo tutti i Soci in regola col pagamento della quota sociale ed iscritti da almeno tre mesi all’associazione, salvo le limitazioni specificate nell’art. 6 Il Consiglio Direttivo: a) Formula i programmi di attività sociale come da Statuto ed attua le deliberazioni dell’Assemblea; b) Definisce i regolamenti degli organismi in cui si articola l'Associazione; c) In occasione del rinnovo delle cariche direttive definisce il regolamento elettorale; d) Delibera sulle domande di nuove adesioni e sottopone all’Assemblea le proposte di esclusione dei soci; e) Delibera sulle eventuali misure disciplinari da infliggere ai soci; f) Stabilisce le quote associative da sottoporre all’Assemblea dei Soci; g) Predispone il rendiconto economico-patrimoniale preventivo e consuntivo per l'approvazione dell’Assemblea; h) Delibera su eventuali partecipazioni del Circolo, in forma stabile od occasionale, ad istituzioni od organismi che abbiano gli stessi obiettivi del Circolo; Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni. Nel caso venisse a mancare, per qualunque motivo, un membro del Consiglio Direttivo, gli subentrerà il primo dei non eletti. Il Consigliere che, salvo giustificata causa di forza maggiore, non interviene a tre riunioni consecutive del Consiglio Direttivo, è dichiarato decaduto. Tuttavia quando un Consigliere abbia sommato, nel corso dell'anno, un numero di assenze pari o superiore al 50% del numero delle riunioni del Consiglio Direttivo, non sono sufficienti normali giustificazioni e decade ugualmente dalla carica. Il consiglio Direttivo tutto decade quando, per qualsiasi motivo, decade la maggioranza dei componenti. Il Presidente uscente o (in sua assenza) il Vicepresidente, o il Consigliere con più anzianità di incarichi direttivi nel Circolo, convoca entro tre mesi nuove elezioni. Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente almeno una volta il mese ed ogni qualvolta ritenuto necessario dal Presidente o su richiesta di almeno 1/3 dei componenti il Consiglio Direttivo. In caso di Pag. 7 di 11 inadempienza reiterata da parte del Presidente può essere convocato da parte della maggioranza del Direttivo stesso. Le sedute del Consiglio Direttivo sono presiedute dal Presidente e sono considerate valide in presenza del 50% più uno dei componenti del Consiglio stesso; in caso di votazione con risultato di parità prevarrà il voto espresso dal Presidente: non è ammesso il voto per delega. Di ogni seduta sarà redatto regolare verbale che sarà trascritto nell’apposito registro. Ogni verbale dovrà essere firmato dal Presidente, o da chi presiede, in sua vece la riunione, dal Segretario e, quando si tratti d’impegni di spesa, dal Tesoriere. I verbali saranno sottoposti all'approvazione del Consiglio Difettivo in apertura della riunione successiva. Il Consiglio Direttivo, a maggioranza, può deliberare di accogliere nuovi Soci Benemeriti, la cui richiesta d’ammissione potrà essere presa in considerazione solamente se avvallata dalla proposta scritta di due Soci. Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno: il Presidente, due VicePresidenti, di cui uno Vicario, un Segretario e un Tesoriere. Il Consiglio Direttivo può sfiduciare il Presidente ed eleggerne un altro con mozione motivata. Articolo 12 - PRESIDENTE Il Presidente è il rappresentante legale dell'Associazione ed inoltre rappresenta L’Associazione nei rapporti esterni, personalmente o a mezzo di delegati; Convoca e presiede il Consiglio Direttivo; Cura l'attuazione delle delibere del Consiglio Difettivo. Il Vicepresidente 'Vicario, in caso di impedimento o di prolungata assenza del Presidente, lo sostituisce nei suoi compiti. Il Presidente uscente è tenuto a dare regolari consegne organizzative, finanziarie e patrimoniali al nuovo Presidente, entro 20 giorni dall’elezione di questi. Tali consegne devono risultare da apposito processo verbale che deve essere portato a conoscenza del Consiglio Direttivo. Il Presidente non può essere eletto per più di due mandati consecutivi. Articolo 13 - COLLEGIO DEI PROBIVIRI. Il Collegio dei Probiviri si compone di tre membri effettivi e due supplenti ed elegge al suo interno un Presidente. Sono eletti dall'Assemblea dei Soci e durano in carica per lo stesso periodo del Consiglio Direttivo. Saranno scelti possibilmente fra soci che per prestigio o per doti di particolare equilibrio, o per età o incarichi ricoperti diano la massima fiducia. Il Collegio dei Probiviri ha la funzione di arbitro ed è chiamato a comporre amichevolmente ogni controversia che potrà insorgere fra gli appartenenti all’Associazione. Esprime una sua proposta circa la sospensione, l'espulsione o la radiazione di un Socio. Pag. 8 di 11 Nel caso di giudizio su parenti o congiunti di primo e secondo grado il Proboviro interessato non parteciperà all’esame e giudizio del caso. Il ricorso al Collegio dei Probiviri può essere attivato, anche dal Direttivo in carica, oppure, previa motivata e circostanziata richiesta, anche dal singolo socio, a difesa dei propri diritti. Il collegio istruisce la pratica e propone eventuali misure disciplinari che devono essere ratificate dal Direttivo. Articolo 14 - COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI. Il Collegio dei Revisori dei Conti si compone di tre membri effettivi e due supplenti (che subentrano in caso di cessazione di un membro effettivo) ed elegge al suo interno il Presidente; I Revisori, sono eletti dall’Assemblea dei Soci e durano in carica per lo stesso periodo del Consiglio Direttivo. Saranno scelti possibilmente fra i soci che abbiano competenza in materia amministrativa e contabile. Il Collegio dei Revisori dei Conti ha il compito di verificare semestralmente o annualmente la contabilità, la cassa, l'inventario dei beni mobili ed immobili e l'adempimento delle norme civilistico-fiscali relative alla tenuta di una corretta contabilità. Esamina inoltre e controlla i conti consuntivi e preventivi e redige la relazione di presentazione dei rendiconti all'Assemblea. I Revisori effettivi sono convocati alle riunioni del Consiglio Direttivo ove sono tenuti, per le materie di competenza, ad esprimere parere consultivo; le dimissioni da membro del Collegio dei Revisori dei Conti devono essere inviate al Presidente dello stesso, cui spetterà dopo la ratifIca da parte del Collegio darne comunicazione al Consiglio Direttivo. Non può ricoprire la carica di Revisore un parente di primo e secondo grado dei componenti del Consiglio direttivo. Articolo 15 - DIMISSIONI DEI SOCI I Soci possono dare le dimissioni dall’Associazione in qualsiasi momento. Il Socio dimissionario è tenuto alla restituzione della tessera dell’Associazione all’atto della presentazione delle dimissioni e sarà comunque tenuto ad ottemperare alle eventuali obbligazioni assunte. In caso di dimissioni da membro del Consiglio Direttivo, subito dopo la ratifica da parte dell’organo stesso, spetta al Presidente dare comunicazione al(i) subentrante(i) delle variazioni avvenute. TITOLO IV Articolo 16 - Il Patrimonio Il patrimonio dell'Associazione è costituito da: - quote da tesseramento - eventuali contributi pubblici e privati, Pag. 9 di 11 - beni mobili ed immobili di proprietà dell’Associazione e/o ad essa pervenuti con le modalità previste dalla legge. Articolo 17– Risorse economiche 1. Il Circolo trae le risorse economiche per il proprio funzionamento e per lo svolgimento delle attività da: a) Contributi degli associati; b) Eredità, donazioni e legati; c) Contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari; d) Contributi dell’Unione europea e di organismi internazionali; e) Entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati; f) Proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali; g) Erogazioni liberali degli associati e dei terzi; h) Entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi; i) Altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale. 2. Il Circolo è tenuto a conservare per almeno tre anni la documentazione, con l’indicazione dei soggetti eroganti, relativa alle risorse economiche di cui al comma 1, lettere b), c), d), e), nonché, per le risorse economiche di cui alla lettera g), della documentazione relativa alle erogazioni liberali se finalizzate alle detrazioni di imposta e alle deduzioni dal reddito imponibile di cui all’articolo 22 della legge 383/2000. 3. I fondi dell'associazione non potranno essere investiti in forme che prevedano la corresponsione di un interesse o di un utile. I proventi delle attività non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette; ogni eventuale avanzo di gestione sarà reinvestito a favore di attività istituzionali statutariamente previste. Articolo 18 - L'esercizio sociale Gli esercizi sociali si chiudono al 31 dicembre d’ogni anno. Alla fine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo redige il rendiconto che deve essere presentato all'approvazione dell'assemblea entro il 28 febbraio successivo. Qualora particolari esigenze lo richiedano, l’Assemblea ordinaria per l'approvazione del rendiconto potrà essere convocata entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio. Articolo 19- Il rendiconto Il rendiconto annuale dovrà essere corredato da una relazione sulla gestione, redatta allo scopo dal Consiglio Direttivo, che dovrà rappresentare adeguatamente la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'Associazione. Pag. 10 di 11 Salvo quanto previsto da diverse disposizioni di legge, nelle valutazioni si osserveranno i consolidati principi contabili. Il rendiconto approvato dall’assemblea è depositato presso la sede sociale: gli associati hanno la facoltà di consultarlo e di ottenerne copie. (come da art. 3, c. 2, lett. h) l.r. 7/2006) Articolo 20 - Responsabilità amministrative Per le operazioni di carattere amministrativo, economico e finanziario, ha riconoscimento la firma del Presidente, il quale potrà delegare, per atti di ordinaria amministrazione i Vicepresidenti e/o il Segretario e/o il Tesoriere. Articolo 21 – Modifiche statutarie Il presente Statuto può essere modificato con decisione dell'Assemblea appositamente convocata; In prima convocazione le eventuali variazioni sono approvate dalla maggioranza dei presenti purché questi rappresentino almeno il 50 % più uno degli aventi diritto. In seconda convocazione dai 2/3 dei presenti all'Assemblea. Per le variazioni imposte da leggi dello Stato è competente il Consiglio Direttivo. Tali variazioni saranno successivamente ratificate nel primo consesso assembleare. Articolo 22 - Scioglimento dell'Associazione Lo scioglimento può avvenire con decisione dell'Assemblea Straordinaria appositamente convocata e con il voto favorevole di almeno 3/4 degli aventi diritto. In caso di scioglimento dell'Associazione il patrimonio dovrà essere devoluto, su delibera dell'Assemblea Straordinaria con fini di utilità sociale ad altra associazione di promozione sociale con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità e salvo diversa destinazione imposta dalla legge. (come da art. 3 c. 2, lett. j) l.r. 7/2006) Per tutto ciò che non è espressamente contemplato dal presente Statuto valgono le norme del codice civile, della legge nazionale 383/2000, della legge regionale 7/2006, e della legge regionale sarda del 15 gennaio 1991. Articolo 23 – Norme transitorie Le norme previste dal presente Statuto saranno applicate a far data dalla sua approvazione. Articolo 24 - Diverse Per tutto quanto non espressamente previsto nel presente Statuto si farà riferimento al Codice Civile e a tutto quanto previsto in materia associativa dalle vigenti normative di legge. Le cariche sociali elencate nel presente Statuto sono cariche onorifiche e nessuna retribuzione è dovuta a chi le ricopre. Pag. 11 di 11 Il Consiglio direttivo Presidente RENZO CADDEO Vice presidenti SALVATORE FARCI (Vicario) SALVATORE ABOZZI Tesoriere CLAUDIO MANGANELLO Segretario MICHELE CARTA Componenti MARIO MANCA ANTONIO SABINO PIERO ANGELO DESSENA VITTORIO FANNI

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